domenica 13 aprile 2014

Andar per boschi a raccogliere le erbe spontanee






L'aglio orsino si trova in luoghi umidi è una pianta officinale ed è commestibile (sia le foglie che i fiori)
Ha un odore pungente di aglio e si può utilizzare per farne una gustosa salsa o anche un pesto.



Salsa di aglio orsino
Frullare 35 foglie di aglio orsino con olio, sale, pepe e mezzo caprino nel bicchiere del minipimer.
Aggiungere l'altra metà di caprino e spalmare la salsa su fette di pane. Guarnire con i fiori




Macerato di Ortica


Il macerato di ortica è il più conosciuto tra i preparati naturali per la difesa delle piante dell'orto e del giardino dai più comuni parassiti.
Mettere a bagno un etto di ortica (foglie e steli freschi) in un litro di acqua fredda, in un contenitore di vetro o di plastica.  
Il macerato sarà pronto quando l'acqua sarà diventata marrone. Consiglio di rimestare ogni tanto. Un litro di macerato potrà essere diluito in 20 litri di acqua.
Si spruzza sulle piante non appena compaiono gli afidi

sabato 12 aprile 2014

VELLUTATA DI SCARTI DI CARCIOFO

I carciofi sono squisiti, ma hanno uno scarto incredibile e mi sembrava un peccato buttar via tutto quel verde benessere
Questo piatto è un buon modo per utilizzare i petali dei carciofi  



INGREDIENTI: i petali scartati di 7/10  carciofi, 3 patate, uno spicchio d’aglio, acqua, sale, prezzemolo e acqua. Pane raffermo per i crostini
(4 persone)

MODALITÀ DI PREPARAZIONE:Cuocere i petali dei carciofi in poca acqua in una pentola coperta o in pentola a pressione.. A cottura ultimata, passare col passaverdure. Raccogliere la purea di carciofo in una pentola, aggiungere acqua, sale e le 3 patate tagliate a tocchetti. Far cuocere, poi frullare col minipimer. Aggiungere un piccolo spicchio d’aglio, a crudo, usando uno schiaccia aglio. Spolverare di prezzemolo tagliato con le forbici. Fare tocchetti di pane raffermo e passarli nell’olio evo. Servire la vellutata e i crostini ben caldi



giovedì 10 aprile 2014

Sciroppo di tarassaco


ricetta di Maria Treben

Versare un litro di acqua fredda su 4 manciate di fiori di tarassaco e portarlo lentamente all'ebollizione. Appena alzato il bollore, tirare via la pentola dal fornello e lasciare riposare il tutto per una notte. 
Il giorno appresso versare tutto in un setaccio, lasciarlo sgocciolare e spremere i fiori  con entrambe le mani, Al succo così ottenuto aggiungere ora un chilo di zucchero e la metà di un limone tagliato a fette. Più limone darebbe un sapore acre. Rimettere la pentola senza coperchio sul fornello. Onde mantenere tutte le vitamine, tenere la fiamma più bassa possibile. Così il liquido evapora senza bollire. 
Lasciare raffreddare la massa una o due volte. Non deve risultare troppo densa altrimenti si cristallizzerebbe dopo un periodo prolungato di conservazione, ma neanche troppo liquida per evitare che inacidisca. Deve diventare uno sciroppo denso, che spalmato sul panino o su una fetta di pane imburrato, ha un ottimo sapore.


Nota: La Treben a Natale preparava il suo panforte con questo sciroppo

Proserpina torna a casa


venerdì 28 marzo 2014

Bastoncini ai 5 semi




 Per questi bastoncini rustici ho usato la farina Manitoba del Molino Grassi che è miscelata con farro spelta del mar Caspio e segale 


Ingredienti:
300g Farina Manitoba bio Molino Grassi
150 LM rinfrescato
150 g acqua
15 g malto
12 g sale
30 g olio evo più quello usato per spennellare.
1 cucchiainoda thè dei seguenti semi: cumino, girasole, sesamo e lino
Semi di sesamo e papavero e 1 uovo per la copertura

Procedimento
Impastare bene la farina, il LM e l’acqua per almeno 10 minuti. Se l’impasto risulta asciutto bagnarsi le mani di acqua. Aggiungere sale e semi e l’olio evo. Amalgamare bene e formare un rettangolo 10 per 30, di 1/ 1,5 cm di altezza , poggiato sul piano di lavoro oliato. Spennellare anche la superficie e i lati.
Coprire con la pellicola e lasciare lievitare . Dopo almeno 3 ore di lievitazione, scaldare il forno a 180°. Incidere con un tarocco il rettangolo di impasto a mezzo cm di spessore e posizionare il bastoncino sulla teglia da forno oliata o sulla carta da forno posizionata sulla stessa. Continuare a tagliare col tarocco fino ad esaurimento dell’impasto.
Sbattere un uovo con la forchetta e con un pennello passare sulla superficie dei bastonicini. Ricoprire poi di semi di papavero e sesamo.


Cuocere per circa 20 minuti.

Con questa ricetta partecipo al Contest di Molino Grassi
http://www.impastandosimpara.it/2014/03/blogger-love-qb-il-contest-di-molino-grassi/

Eclairs Salati agli asparagi e prosciutto crudo



Per questa ricetta ho usato la farina Einkorn di Molino Grassi, miscela di farro e grano tenero.


Ingredienti per la pasta choux (bigné) per 18 éclairs
180 g di acqua
50 g di burro
1 pizzico di sale
100 g di farina einkorn Molino Grassi
3 uova medie intere

Ingredienti per il ripieno
Un mazzo di asparagi
Poca salsa bechamel (facoltativa)
Prosciutto crudo,leggermente affumicato, in una sol fetta
Parmigiano
Sale

Procedimento
Versate in un tegame 180 g di acqua e 50 g di burro a pezzetti ed una presa di sale. Non appena l’acqua inizierà a bollire, togliete il tegame dal fuoco e buttateci dentro i 100 g di farina mescolando bene e rapidamente con un cucchiaio di legno, in modo da evitare che si formino grumi, fin quando la miscela diverrà consistente e morbida e si staccherà dalle pareti, formando una palla. Lasciate raffreddare 20 minuti, mescolando ogni tanto. Ora aggiungete le uova una alla volta, mescolando energicamente per incorporarle all’impasto. Non aggiungete un altro uovo se non sarà prima ben assorbito quello aggiunto precedentemente.
La pasta è perfetta se facendola scendere da un cucchiaio di legno formerà una specie di nastro. A questo punto mettete la pasta in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia, ungete di burro la placca del forno e formate dei bastoncini lunghi 5 cm (per gli eclairs).
Fate cuocere i bignè per 15 minuti a 220° in forno statico evitando di aprire il forno durante la cottura. Trascorsi i primi 15 minuti abbassate la temperatura a 180° e cuocete la pasta choux per altri 10 minuti, trascorsi i quali potete spegnere il forno e lasciare all'interno i bignè per altri 10-15 minuti con lo sportello leggermente aperto (mettete tra lo sportello e il forno un tappo di sughero); questo servirà a fare asciugare bene l'interno dei bignè.
Per il ripieno
Pulite gli asparagi e lessateli in acqua calda salata. Non importa che siano cotti del tutto, basta che siano appena morbidi. Scolateli tenendo da parte l’acqua di cottura
Emulsionate con il frullatore ad immersione gli asparagi con un pò della loro acqua e di parmigiano grattugiato fino ad ottenere un composto liscio.
Se restano residui filamentosi (come può accadere) passate la crema in un colino.A questo punto, se volete, aggiungete un po’ di salsa bechamel e tenete da parte qualche cucchiaio di passato che servirà per la glassatura.
Incorporate il prosciutto crudo (meglio quello lievemente affumicato) a dadini piccoli.
Aprite gli eclairs incidendo un lato con la punta del coltello e con un sac a poche con becco a spatola farciteli con il composto di asparagi e prosciutto. Mettete in frigo coperto con la pellicola a riposare.
Nel frattempo fate addensare ancora un po’ la crema residua di asparagi aiutandovi con l'aggiunta di mezzo cucchiaio di farina diluita in un pochino di acqua di cottura.
Quando il composto ti sembra sufficientemente denso e liscio spegnete il fuoco e aggiungete un fiocchettino di burro e fatelo sciogliere a fuoco spento (Servirà a dare una sorta di lucentezza alla crema).
Prendiete gli eclairs dal frigo e con la crema ancora calda fate colare un cucchiaio sulla superficie di ognuna. Meglio se vi aiutate con una gratella per dolci per recuperare la crema che cola

Rimettete in frigo almeno per un’ora, prima di servire





Con questa ricetta partecipo al Contest Molino Grassi
http://www.impastandosimpara.it/2014/03/blogger-love-qb-il-contest-di-molino-grassi/

giovedì 11 ottobre 2012

Vino di more e di more+rosa canina (Rosamore)

Anche quest'anno abbiamo fatto il vino di more e il nostro Rosamore (termine da noi coniato per chiamare il vino di rosa canina + more), con due fermentazioni diverse.
Abbiamo seguito il procedimento della volta precedente, con gli stessi ingredienti, lasciando fermentare per 20 giorni la prima mandata di vino, per 10 la seconda.
Il secondo vino è risultato frizzante; entrambi sono decisamente alcolici.
Ecco alcune foto del mosto di more




Per il Rosamore la proporzione delle bacche di rosa canina pulite rispetto alle more è di 1:3. Considerando che quando si raccolgono le bacche non ci sono più more, conviene congelare le more e scongelarle per la vinificazione.
Ed ecco le etichette per le bottiglie di quest'anno: